Il Parco Birutė, con al centro il Palazzo Tiškevičius, è l’unico luogo di Palanga che vale la pena visitare con qualsiasi tempo, in qualsiasi stagione e a qualsiasi età. Cento ettari di alberi, una collina, una cappella, una grotta di pietra e uno dei musei più interessanti della Lituania, tutto in un unico percorso.
Dall’hotel Prie Parko al palazzo con il Museo dell’Ambra ci sono circa 900 m, 12 minuti a piedi. Per l’intero giro descritto qui sotto, museo compreso, calcolate due o tre ore.

Il parco si estende su 101,3 ettari. Il suo progetto paesaggistico fu elaborato alla fine del XIX secolo per i conti Tiškevičius dall’architetto paesaggista francese Édouard François André, insieme al figlio René e al giardiniere belga Buyssens de Coulon; il 1897 è considerato l’anno simbolico di fondazione del parco.
Non è solo un pezzo di bosco in riva al mare. André progettò prospettive che funzionano ancora oggi: dal parterre del palazzo lo sguardo viene condotto lontano, e i sentieri sono tracciati in modo che sia difficile perdersi, eppure finite per svoltare da qualche parte senza volerlo.
Nel parco crescono fino a 250 specie di alberi e arbusti introdotti e circa 370 specie di piante erbacee spontanee, 24 delle quali rare in Lituania. In estate, dal 1° giugno al 31 agosto, è aperta l’aranciera, tutti i giorni 10.00–19.00.
Nel 1960 è stato dichiarato parco botanico tutelato dallo Stato: oggi è insieme un giardino padronale del XIX secolo, una collezione botanica e un normale parco cittadino che gli abitanti di Palanga attraversano per andare al lavoro.
Il palazzo neorinascimentale fu costruito nel 1897 per il conte Feliksas Tiškevičius. Lo progettò l’architetto tedesco Franz Heinrich Schwechten, all’epoca uno degli architetti più noti di Berlino.
Sul lato sud il palazzo è circondato da un roseto semicircolare, e davanti alla facciata principale si stende il parterre con la fontana: è qui che si scatta la maggior parte delle foto di Palanga. In estate le rose sono in fiore; in primavera e in autunno risalta meglio la geometria del parterre stesso.
Il palazzo ospita il Museo dell’Ambra di Palanga, una sede del Museo Nazionale d’Arte della Lituania. L’esposizione permanente occupa 15 sale: da come si forma l’ambra e dalle sue inclusioni fino ai gioielli.
Il museo è chiuso il lunedì e nei giorni festivi, e alla vigilia dei festivi chiude un’ora prima. L’ultimo ingresso è un’ora prima della chiusura: è il dato più importante da ricordare se pensate a una visita serale. Le visite guidate si svolgono dal martedì al venerdì e vanno prenotate in anticipo.
La collina nella parte meridionale del parco è la parte più antica del luogo. Secondo la leggenda, qui visse la sacerdotessa Birutė prima che il duca Kęstutis la prendesse in moglie; loro figlio fu Vytautas. Nel 1989 gli archeologi hanno trovato sulla collina resti di un luogo di culto pagano, quindi la leggenda ha anche un fondamento concreto.
In cima sorge la cappella ottagonale neogotica di San Giorgio, costruita in mattoni rossi nel 1869 su progetto dell’architetto Karol Majer. Le vetrate risalgono al 1976.
Per decenni la sommità è stata calpestata liberamente e lo strato archeologico ne ha molto sofferto. Oggi si chiede ai visitatori di salire solo lungo i gradini e i sentieri costruiti: è l’unico modo per preservare ciò che resta.
Dalla collina un sentiero porta dritto verso il mare, per questo molti concludono qui il percorso: dalla cappella all’acqua sono pochi minuti.
La soluzione più semplice: entrate nel parco da via S. Darius e S. Girėnas e dirigetevi verso il palazzo, passando accanto alla grotta di Lourdes e alla scultura di Eglė, regina delle serpi. Al palazzo visitate il museo, che merita almeno un’ora, poi girate verso sud e salite sulla collina di Birutė.
Dalla collina scendete verso il mare e tornate lungo il Viale dell’Amore o semplicemente lungo la spiaggia. Il giro richiede circa un’ora senza il museo, due o tre ore con il museo.
Il percorso funziona altrettanto bene in inverno: il parco è aperto tutto l’anno e in bassa stagione il museo costa meno ed è meno affollato.